PIATTI TIPICI TORINESI
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La cucina torinese è la
summa della più nota cucina piemontese legata alle antiche
tradizioni enogastronomiche ma anche alle nuove ricette legate alla
cucina moderna.
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| RICETTE FAMOSE | ||
| Agnolotti | ||
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Gli “Agnolotti” sono un primo piatto tradizionale delle grandi festività del passato (1800) e sono una portata caratteristica della cucina piemontese. Essi sono una pasta fresca con ripieno, che si distingue per ricchezza, varietà e sapidità a seconda delle zone del Piemonte. Gli “Agnolotti” richiedono una meticolosa e lunga preparazione, hanno una caratteristica forma quadrata e si distinguono dai Ravioli, aventi un ripieno esclusivamente a base di verdure e/o di formaggi. La preparazione tradizionalmente più diffusa degli “Agnolotti” prevede, in particolare, di preparare la pasta con (ingredienti per 4 persone) 400 grammi di farina, 4 uova e 2 cucchiai di formaggio grana padano grattugiato. Tale composto si lavora per qualche minuto e, poi, lo si lascia riposare per circa 2 ore, coperto con un canovaccio umido. Durante tale attesa, si prepara l’arrosto, rosolando 400 grammi di carne magra di vitello con una noce di burro, 1 cipolla affettata, 1 spicchio d’aglio ed 1 rametto di rosmarino. Quindi, si lessano 300 grammi di spinaci, o di erbette o di cavoli, li si passa, unitamente alla carne arrostita, nel tritacarne e si aggiunge al composto così ottenuto abbondante formaggio grana padano grattugiato, sale, pepe ed un pizzico di noce moscata. Effettuate tali operazioni e trascorse le 2 ore menzionate per fare riposare la pasta, si tirano 2 sfoglie sottili di pasta e si pone, su una di esse, dei mucchietti di ripieno, tenendoli a distanza di 3 cm l’uno dall’altro, e, si sovrappone, poi, l’altra sfoglia di pasta. Infine, utilizzando l’apposita rondella dentata (o un apposito stampo), occorre separare gli agnolotti gli uni dagli altri. Altre ricette, invece, prevedono che la carne utilizzata per il ripieno sia un arrosto misto composto da maiale, da bovino e da coniglio (o, talvolta, da pollo). In alcune località, l’arrosto è sostituito da un brasato di solo manzo, cotto a fuoco lento con vino rosso robusto e, quale ulteriore ingrediente principale del ripieno, possono essere eventualmente aggiunti degli spinaci. A Pontestura (Alessandria), invece, il ripieno è composto da un trito di arrosto di carne bovina e suina, aromi naturali e prosciutto cui si aggiunge uova e formaggio grana padano grattugiato. Una volta preparati, gli “Agnolotti” possono essere lessati in brodo di carne oppure consumati asciutti e conditi con burro fuso e salvia, con sugo di arrosto o con sugo di brasato, oppure, seguendo un’antica tradizione, immersi in un bicchiere di vino rosso corposo. |
Ingredienti 1 spicchio d'aglio - 50g di borragine - 50g di burro 150g di carne bovina - 150g di carne suina 50g di parmigiano reggiano - 1 porro 400g di farina - 1/2 bicchieri di olio 1 rametto di rosmarino - 5 uova
Preparazione
Consiglio |
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| Bonèt | ||
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Il “Bonèt”, dolce al cucchiaio le cui origini risalgono, probabilmente, alla zona delle Langhe, è un dolce della tradizione piemontese. Per preparare il “Bonèt” occorrono:
4 uova, 6
cucchiai di zucchero semolato, mezzo litro di latte, 50 grammi di
amaretti semolati, 2 cucchiai di cacao amaro in polvere, 2 cucchiai
di rhum. Dopo aver sbattuto le uova in una terrina, si uniscono 4
cucchiai di zucchero, il cacao, gli amaretti finemente sbriciolati
con le mani, il rhum ed il latte. Amalgamato il tutto con l’aiuto di
una frusta, si prepara il caramello. Si scaldano 2 cucchiai di
zucchero in un pentolino fino a che divenga di colore biondo-
nocciola, si spruzza un po’ d’acqua facendo diventare lo zucchero
filante e si mescola girando il piccolo tegame sulla fiamma viva. Si
versa il caramello così ottenuto in uno stampo, che è stato tenuto
al caldo per facilitarne lo scorrimento, in modo che veli il fondo e
le pareti. Raffreddato il caramello, si versa il composto nello
stampo e si cuoce nel forno, precedentemente riscaldato a 180°C, a
bagnomaria per 45 minuti circa. Quando il composto è ben rappreso,
si lascia raffreddare lo stampo e, poi, lo si pone, prima di
servirlo capovolto in un piatto da portata, in frigorifero per 2/3
ore.
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Ingredienti 100g di amaretti più q.b. per decorare il dolce 20g cacao in polvere - 1/2 litro di latte scorza di 1 limone grattugiato - 3 cucchiai di rum 5 uova (3 intere e 2 tuorli) - 80g di zucchero Per il caramello: 100g di zucchero Preparazione
Scaldate il forno
a 180°. A questo punto versate il caramello ottenuto in uno stampo da plumcake ivestendone ogni parete, e lasciatelo raffreddare fino a quando si presenterà di consistenza vitrea. Tritate gli amaretti fino a ridurli in polvere. In una terrina sbattete le uova, aggiungete lo zucchero, il cacao amaro in polvere, il rum, il latte tiepido passato attraverso un colino e gli amaretti tritati. Mescolate bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio ed uniforme, che verserete nello stampo da plumcake rivestito di caramello, e infornerete ponendo lo stampo a bagnomaria (mettete lo stampo dentro una teglia più grande contenente dell’acqua bollente) per circa 40-45 minuti. A cottura ultimata, estraete dal forno il bonèt e lasciatelo raffreddare, dopodichè mettetelo in frigorifero per almeno tre ore coprendo lo stampo con della stagnola. Quando sarà il momento di servirlo, incidete il perimetro del dolce con un coltellino a punta e dalla lama liscia: capovolgete il dolce in un piatto da portata, che, se volete, potete ricoprire con una fila di amaretti e zucchero caramellato. Servite tagliando il bonet a fette, da proporre singolarmente. |
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| Bicerin | ||
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Il bicerin
è una caratteristica bevanda calda torinese che viene servita in
bicchiere, da cui il termine piemontese “bicerin” (piccolo
bicchiere). La bevanda, la cui ricetta è segreta, è ottenuta da
particolari miscele di cacao, caffè, e latte intero. La selezione delle materie prime è la fase più delicata per ottenere un ottimo bicerin. Per il cacao la lavorazione inizia dalla torrefazione che è molto lenta per permettere al cuore delle fave di cuocere senza bruciare l’esterno. Le trasformazioni che avvengono durante la tostatura sono di natura chimico-fisiche e portano alla reazione di Mailer, la quale consiste nella condensazione tra zuccheri riduttori e aminoacidi da cui si evolvono i composti aromatici ed i pigmenti caratteristici del cacao. Le fave raffreddate vengono frantumate per eliminare la buccia (parte legnosa), raffinate e concate. La concatura serve ad ottenere la qualità reologica ottimale. Segue la pressatura che serve a togliere parte del burro di cacao onde ottenere la polvere. Una polvere ricca di materia grassa rende il bicerin particolarmente denso. Questa polvere con aggiunta di zucchero di canna ed aromi naturali viene cotta per varie ore in appositi recipienti. La crema ottenuta deve sempre essere mantenuta a semi-ebollizione. Il caffè e il fior di latte si preparano ancora con l’antico metodo secondo la segreta ricetta. Gli ingredienti vengono infine uniti caldi e lasciati riposare alcuni minuti prima di essere serviti. Il raffreddamento permette di dare più consistenza ai liquidi. Non è prevista conservazione del prodotto finito, in quanto il bicerin viene preparato all’istante e le proporzioni degli ingredienti possono cambiare secondo il gusto. |
Ingredienti 1/3 di cioccolato caldo, 1/3 caffè caldo zuccherato 1/3 crema di latte montata.
Preparazione Versare il caffe' zuccherato in un bicchiere, meglio se a calice in vetro spesso. Aggiungere la cioccolata calda e completare con la crema di latte montata.
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PIATTI TIPICI TORINESI
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